Inizia la stagione : Le macchine per il lavaggio dei pannelli fotovoltaici

Sporco / pulito

Lavaggio pannelli fotovoltaici : Sporco / pulito

Con l’andamento del mercato ormai finito dal punto di vista delle installazioni ( grazie anche ad una politica energetica solo di breve periodo che ha l’obiettivo di tappare i buchi ), il settore del fotovoltaico  comincia ad essere concepito riguardo alla manutenzione degli impianti già esistenti, a partire dalla loro pulizia.

Sono milioni ormai gli impianti fotovoltaici e sia che si trovino su un tetto domestico o su un capannone industriale, si tratta di installazioni che sotto il profilo della manutenzione richiedono necessariamente DEL PERSONALE QUALIFICATO non solo nella capacità di muoversi sulle strutture ( e quindi corsi DPI 3° categoria e corsi utilizzo Piattaforme aeree ), ma anche nel conoscerne i metodi di lavoro, le tipologie di pannelli e i rischi connessi alla pulizia ( come anche il rischio elettrico ).

Naturalmente la pulizia deve seguire l’obiettivo eco-sostenibile degli impianti e quindi non utilizzare detergenti ma solo acqua trattata ( in un precedente articolo del blog abbiamo trattato l’argomento dei diversi sistemi di filtrazione dell’acqua ).

Sotto il profilo stretto della pulizia, a rendere complicata la manutenzione dei pannelli solari da parte di personale non qualificato, è soprattutto la loro posizione (su tetti o comunque posizioni elevate), ragion per cui le macchine e le attrezzature proposte dal mercato sono altamente specializzate e fornite di tutte le componenti per raggiungere i punti da pulire in tutta sicurezza. Nello specifico, si tratta di sistemi portatili e modulabili fino a circa 20 metri di altezza in modo tale da raggiungere i pannelli fotovoltaici anche da terra. Ulteriore punto a favore è che si tratta di macchine molto leggere in quanto le componenti sono realizzate per la maggior parte in carbonio. Con l’utilizzo di acqua trattata si ottiene una perfetta pulizia dell’impianto, senza nessun bisogno di risciacquare o asciugare.

La nostra azienda , oltre a fornire il servizio di pulizia pannelli fotovoltaici COMMERCIALIZZA ANCHE I DIVERSI SISTEMI. Infatti bisogna sapere che oggi sul mercato vi sono diverse macchine ed ognuna di esse risulta essere più adatta a singole tipologie di impianti ( importante in questo caso conoscere la taglia dell’impianto e le modalità di posizionamento dei pannelli ).

Ma oltre che un business, la pulizia dei pannelli solari è  un’operazione necessaria al fine di assicurarne una buona efficienza di conversione: la sua manutenzione, quindi, deve essere tenuta in stretta considerazione anche dal proprietario dell’abitazione o dell’impresa che li ha adottati.

Fallisce il gigante cinese dei pannelli solari Suntech

Energia: Fallisce il gigante cinese dei pannelli solari, Suntech

Fonte : La Stampa online

 

Banche la trascinano in tribunale, travolta da crollo prezzi
ROMA

Roma, 20 mar. (TMNews) – Il gigante cinese dei pannelli solari, Suntech è fallito. Secondo quanto riporta l’agenzia cinese Xinhua, la Wuxi Suntech, la principale divisione del gruppo quotato a New York, che assicura il 95 per cento della produzione totale di Suntech Power, ha avviato le procedure concorsuali presso un tribunale cinese. Questo su impulso delle banche creditrici, verso le quali la società era indebitata per oltre 1,14 miliardi di dollari e che lamentavano l’assenza di una prospettiva credibile di rimborso. Ora si tenterà una riorganizzazione strategica, secondo l’agenzia cinese.
Suntech è solo l’ennesima vittima di una lunga moria di società attive in questo settore, prima negli Usa e poi in Europa, spazzate via dal crollo dei prezzi dei pannelli solari. Nel 2011 sono diminuiti del 45 per cento e nel 2012 di un ulteriore 25 per cento, secondo alcune società di ricerche. A pesare anche le crescenti pressioni sui bilanci pubblici dei paesi avanzati, che hanno fatto vacillare gli incentivi a questo settore come ad altre forme di energie alternative.
Suntech per parte sua ha visto le quotazioni in Borsa crollare dal picco di 90 dollari toccato a inizio 2008 ad appena 0,41 dollari la scorsa settimana. La scorsa settimana la società aveva ammesso l’insolvenza sul pagamento di un bond da 541 milioni di dollari.

Come costruire pannelli solari per la produzione di acqua calda

Riprendo una segnalazione che mi è arrivata via mail e che ritengo interessante :
Laboratorio dimostrativo e applicativo di Autocostruzione Pannelli Solari per la produzione di acqua calda sanitaria, a basso costo e nel rispetto dell’ambiente.
Il laboratorio si svolge in due giornate (fine settimana) e prevede la realizzazione di un impianto solare termico, da circa 4 mq, sufficiente a fornire acqua calda per una famiglia. E’ tenuto da tecnici della Rete Solare per l’Autocostruzione e prevede ilrilascio di attestato riconosciuto per l’agevolazione fiscale in caso di installazione di pannelli solari. A tutti i partecipanti sarà inotre consegnato il materiale didattico completo. Per motivi organizzativi e necessità di ordine materiali :
La Prima Scadenza per le Iscrizioni è fissata al 28 Febbraio 2013
In allegato il volantino di presentazione nella speranza che l’iniziativa sia di interesse.
Autocostruzione immagine x sito

Problema piccioni sugli impianto fotovoltaici

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L’estate passata abbiamo effettuato lavori su diversi impianti posizionati su coperture di aziende agricole dove vi era una massiccia presenza di piccioni. La conseguenza era una maggior frequenza di lavaggio ( e quindi di costi ) oltre che una diminuzione della resa dell’impianto . Mi sono posto il problema e ho cercato quali soluzioni il mercato offre.

Partiamo dal conoscere bene chi è questo volatile e le sue abitudini.

Culumbia Livia Gmelin, meglio noto come piccione o colombo di città , è un volatile appartenente alla famiglia dei Columbiadae. Deriva da comunità di piccione domestico che si è inurbato. Facilmente riconoscibile ed individuabile, le popolazioni sono spesso numerose. C. Livia tende a stabilirsi in diversi Habitat urbani, peri-urbani e rurali. La nidificazione avviene in tutti quegli spazi e aperture che garantiscono tranquillità e sicurezza da disturbi e predatori. Presenta comportamento stanziale ed è una specie monogama, che da luogo a coppie fedeli per tutta la vita. E’ una specie con grande potenziale riproduttivo con la durata della vita media che va dai due ai cinque anni. La dieta è prevalentemente vegetariana e granivora. Il piccione è spesso causa di notevoli danni diretti ed indiretti.

I danni diretti sono legati agli escrementi che imbrattano le superfici ( vedi anche i pannelli fotovoltaici ). I danni indiretti sono la trasmissione di diverse pericolose malattie ( salmonellosi e toxoplasmosi ) e il trasporto di diversi parassiti ( zecche ). Inoltre in ambito agricolo costituiscono un grave problema di consumo del mangime per animali. E’ stato calcolato che normalmente un piccione riesce a mangiare ( rubare ) mangime per una quantità pari ad un kg/mese.

Possiamo quindi immaginare i danni economici che esso può causare ad un’azienda  :

– le feci corrodono i materiali metallici ( tra cui anche l’alluminio )

– Sporcano le superfici dei pannelli solari diminuendone la resa e aumentando i costi di pulizia

– Mangiano una quantità notevole di mangimi

Quali sono le soluzioni :

Fino ad oggi le azioni di lotta a questo volatile sono di natura preventiva e hanno la mira di impedire l’accesso agli edifici e alle strutture con sistemi di esclusione ( reti anti-volatili ) o di allontanamento ( spilli o cavi elettrici ). Tuttavia tali applicazioni possono risultare antiestetiche, poco efficaci ed estremamente costose.

L’attenzione ora si sta volgendo verso l’utilizzo di sistemi che diano un risultato permanente con bassi costi di gestione ed installazione.

Ho trovato sul mercato due soluzioni interessanti.

  • La prima è un prodotto proveniente dal Giappone e consistente in una sostanza che, inserita in appositi contenitori ,( posizionati ad una distanza di 25 cm c.ca l’uno dall’altro ) garantisce l’allontanamento per un periodo che può andare dai 24 ai 36 mesi .
  • La seconda, che peraltro , secondo me risulta più economica nella fase di installazione , ed efficace ( il produttore la vende con la condizione soddisfatti o rimborsati ), utilizza un piccola , ma potente altoparlante ( 25 W ) che diffonde nell’aria i versi dei peggior predatori dei colombi , unito al rumori di battito delle ali che essi fanno quando sono in fuga. Questo sistema permette di coprire ampi spazi e sembra il più adatto a risolvere il problema nelle aziende agricole e negli allevamenti ( tali rumori non disturbano gli animali ).

Spero di essere stato utile.

 

I detergenti per la pulizia del fotovoltaico

Oggi affrontiamo un tema abbastanza presente nel mercato del fotovoltaico. Molte aziende produttrici di detergenti si sono “buttate” inserendo nel loro catalogo anche prodotti specifici per la pulizia di pannelli solari.

La nostra esperienza ci permette di affermare che nel 90% dei casi il prodotto chimico non è necessario. Bisogna inoltre conoscere anche le problematiche che esso presenta nell’utilizzo in un cantiere e sono :

– il detergente che viene utilizzato per la pulizia diluito nell’acqua deve essere raccolto e smaltito

– Il detergente normalmente tende a schiumare allungando così i tempi di pulizia

– ogni volta che si utilizza un prodotto chimico sulla superficie di un pannello si dovrebbe avere un nullaosta da parte del fornitore per evitare ritorsioni nel caso si dovessero verificare eventuali problematiche

Solo in casi estremi si può giustificarne l’utilizzo, come per esempio la presenza di formazioni calcaree che devono per forza essere eliminate con detergenti acidi.

La pulizia degli impianti fotovoltaici : I sistemi di depurazione dell’acqua

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CONSIDERAZIONI GENERALI SUL SISTEMA

I LIMITI DELL’ACQUA

L’acqua ha già di per sé un buon potere pulente, soprattutto rispetto a superfici dure e non permeabili, che permettono così alla stessa di sfruttare meglio il proprio potere lavante,

Non è però pura e dato che ha ovviamente disciolti in essa molteplici tipologie di microimpurità  e di Sali minerali, questi si andranno a naturalmente a depositare su tutto ciò che con l’acqua viene a contatto.

Il problema nasce quando a dovere essere pulite sono superfici lucide e che richiedono anche un risultato estetico. In queste condizioni, l’acqua avrà sempre e comunque la sua azione pulente, ma depositando Sali, darà anche origine ad aloni e macchie, che influiranno sulla resa estetica della superficie lucida.

Nasce così l’esigenza di utilizzare acqua microfiltrata o purificata per evitare il depositarsi d residui salini.

E’ definita acqua pura o osmotizzata un’acqua che presenta sali disciolti fino ad un residuo di 10 ppm ( parti per milione ).

L’OSMOSI INVERSA MEDIANTE SOLA MEMBRANA

L’osmosi inversa è un processo in cui si forza il passaggio di un liquido ( detto solvente ) attraverso una membrana ad una determinata pressione ( detta pressione osmotica ). Questo passaggio permette alla membrana di trattenere un determinato tipo di molecole presenti nel liquido ( detto soluto ) e di far passare solo il solvente puro dall’altra.

Tale processo rappresenta la più fine tecnica di filtrazione dell’acqua, in quanto non consiste semplicemente in un ostacolo fisico ( determinato dalle dimensioni dei pori ) al passaggio delle molecole, ma sfrutta la diversa affinità chimica delle specie con la membrana. L’osmosi inversa è utilizzata nel trattamento del’acqua , sia per la desalinizzazione, sia per la rimozione di tracce di fosfati, calcio e metalli pesanti, nonché pesticidi, materiali radioattivi e di quasi tutte le molecole inquinanti.

ADDOLCIMENTO A RESINE 

L’addolcimento è il processo per il trattamento delle acque dure che sfrutta il principio dello scambio ionico. Nelle presenti note , per semplicità consideriamo durezza il solo carbonato di calcio ( CaCO3 ). I Sali disciolti in acqua si dissociano in ioni, cioè la molecola si divide in due parti : Il carbonato di calcio ( calcare ) si divide in ione calcio e ione carbonatico, Il cloruro di sodio si divide in ione sodio e ione cloro. Le resine scambiatrici contenute nell’addolcitore hanno le proprietà di fissare gli ioni calcio, liberando in cambio ioni sodio. Durante la produzione di acqua addolcita la resina carica gli ioni Na+, cattura gli ioni Ca++ dall’acqua e cede all’acqua altrettanti ioni Na+. Quando tutto il sodio è ceduto termina l’effetto delle resine, che vanno quindi rigenerate, asportando il calcio fissato e ricaricandole di sodio.

I NUOVI SISTEMI MISTI

Sul mercato sono apparsi nuovi sistemi che integrano le due tecnologie. Il vantaggio principale, oltre ad una maggiore produzione di acqua è l’estensione di durata delle resine osmotiche che possono arrivare a produrre fino a 28.000 di acqua osmotizzata. Il procedimento è di filtrare l’acqua in entrata con due filtri ( uno a sedimentazione e l’altro a carboni attivi ) per poi farla passare all’interno della membrana osmotica che elimina dall’acqua di alimentazione il 98% del totale sali disciolti. L’acqua prodotta passa poi attraverso la resina deionizzante che agisce come una spugna e trattiene totalmente i restanti sali. In questo modo di riescono ad integrare i vantaggi di entrambi.

I DECARBONATATORI

Ma sui pannelli abbiamo bisogno di un risultato estetico tipo i vetri di casa ? oppure abbiamo la necessità di evitare la formazione di strati di calcare e di rimuovere lo sporco ? Per questo motivo sul mercato sono apparsi anche i decarbonatatori che sono sistemi che effettuano una demineralizzazione parziale dell’acqua. Come funzionano ? E’ bene sapere che si dicono dure quelle acque che contengono sali di calcio e magnesio. La durezza in Italia è mediamente misurata in °Fr ( gradi francesi ). La durezza totale dell’acqua è la somma della durezza permanente e della durezza temporanea. La durezza che rimane dopo l’evaporazione dell’acqua si chiama permanente , mentre quella che precipita si chiama temporanea. La durezza temporanea (o carbonatica ) e quella che corrisponde ai bicarbonati di calcio e magnesio ed è quella che crea i maggiori problemi di incrostazione. Mediamente la durezza temporanea è circa i due terzi della durezza totale. Il decarbonatatore è uno scambiatore di cationi che anzichè trasformare i sali di calcio e magnesio ( durezza temporanea ) in sodio, come fa un comune addolcitore, li trasforma in idrogeno. Il vantaggio dei decarbonatatori è che possono essere rigenerati , eliminando così i costi di acquisto delle resine deionizzanti e i costi di smaltimento delle stesse.